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13 Marzo 2026
Iperammortamento 2026: verso l’eliminazione del vincolo “Made in UE”

Il nuovo iperammortamento 2026, introdotto con la Legge di Bilancio, rappresenta uno degli strumenti fiscali più importanti per incentivare gli investimenti delle imprese italiane in tecnologie digitali e beni strumentali avanzati. Tuttavia, nelle ultime settimane la misura è stata al centro di un dibattito normativo legato al cosiddetto vincolo “Made in UE”.

Secondo le ultime comunicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), questo requisito dovrebbe essere eliminato, aprendo la strada a un’applicazione più ampia dell’agevolazione e consentendo alle imprese di acquistare beni anche da fornitori extra-europei.

Il problema del vincolo territoriale

La Legge di Bilancio 2026 aveva inizialmente stabilito che i beni agevolabili con l’iperammortamento dovessero essere prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo.

Questo requisito era stato introdotto durante l’iter parlamentare e aveva sollevato numerose criticità per molte imprese, soprattutto quelle che acquistano macchinari, software o tecnologie da fornitori internazionali.

Il vincolo risultava particolarmente complesso da applicare, soprattutto per i beni immateriali come piattaforme software o sistemi basati su intelligenza artificiale, dove sarebbe stato necessario dimostrare che almeno metà delle attività di sviluppo fosse riconducibile a soggetti operanti nell’UE o nel SEE.

Questa situazione ha di fatto rallentato l’emanazione del decreto attuativo necessario per rendere operativa la misura.

L’intervento del MEF: possibile abolizione del requisito

Per superare lo stallo, il MEF ha annunciato l’intenzione di eliminare il vincolo territoriale, che rappresentava l’ostacolo principale all’attuazione dell’iperammortamento 2026.

L’annuncio non ha ancora valore normativo, ma costituisce un segnale chiaro dell’orientamento del Governo: l’incentivo dovrebbe diventare accessibile anche per beni prodotti fuori dall’Unione Europea.

Questa modifica permetterebbe alle imprese di riprendere la pianificazione degli investimenti tecnologici senza limitazioni sulla provenienza dei beni.

Come funziona l’iperammortamento 2026

Il nuovo incentivo consente alle imprese di dedurre fiscalmente un valore superiore rispetto al costo reale dei beni acquistati, riducendo così la base imponibile ai fini IRES e IRPEF.

Le principali caratteristiche della misura sono:

  • maggiorazione fino al 180% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 100% di maggiorazione per investimenti tra 2,5 e 10 milioni
  • 50% di maggiorazione per investimenti tra 10 e 20 milioni

L’agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e riguarda principalmente beni strumentali digitali e interconnessi legati ai modelli di Industria 4.0 e 5.0.

Per accedere al beneficio restano necessari alcuni requisiti tecnici, tra cui:

  • interconnessione del bene ai sistemi aziendali
  • perizia tecnica asseverata
  • comunicazioni agli enti competenti (come il GSE)
Impatto per le imprese

La possibile abolizione del vincolo “Made in UE” potrebbe avere un impatto significativo sull’efficacia dell’incentivo.

Molte aziende, infatti, utilizzano tecnologie provenienti da mercati extra-europei — in particolare Stati Uniti e Asia — soprattutto per software avanzati, piattaforme digitali e sistemi di automazione.

Eliminare questo requisito permetterebbe quindi di:

  • ampliare la scelta dei fornitori
  • accelerare i piani di innovazione tecnologica
  • evitare ritardi negli investimenti previsti nei programmi di digitalizzazione.
In attesa del decreto attuativo

Nonostante l’annuncio del MEF, l’iperammortamento 2026 non è ancora pienamente operativo.

Per l’entrata in vigore definitiva sarà necessario completare l’iter del decreto attuativo, che dovrà essere firmato dai ministeri competenti, registrato alla Corte dei Conti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Solo a quel punto le imprese potranno applicare con certezza il nuovo regime fiscale per i propri investimenti.

Il nuovo iperammortamento 2026 rappresenta una leva importante per sostenere la trasformazione digitale delle imprese italiane. La possibile eliminazione del vincolo “Made in UE” potrebbe renderlo ancora più efficace, garantendo maggiore flessibilità nelle scelte tecnologiche e facilitando la pianificazione degli investimenti nei prossimi anni.

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