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Iperammortamento 2026: addio alle maggiorazioni green e nuove regole per il fotovoltaico
Il Governo ha riscritto uno degli strumenti fiscali più attesi dalle imprese italiane: il nuovo iperammortamento 2026. In arrivo con la Legge di Bilancio per il 2026, la misura – pensata per stimolare gli investimenti produttivi in ottica di innovazione – subisce modifiche significative rispetto alle versioni precedenti (Transizione 4.0 e 5.0), con impatti importanti soprattutto sui criteri di accesso e sulle categorie di beni agevolabili.
Stop alle maggiorazioni “green”
Una delle novità più rilevanti riguarda l’eliminazione delle maggiorazioni extra per gli investimenti “green” o con risparmio energetico. Nella bozza originaria del nuovo iperammortamento, erano previste aliquote più elevate per chi investiva in tecnologie che riducono il consumo energetico (Transizione 5.0). Tuttavia, il governo ha deciso di uniformare l’agevolazione mantenendo solo la misura base.
Ciò significa concretamente che:
• non esiste più una maggiorazione aggiuntiva legata alla sostenibilità o all’efficienza energetica;
• l’agevolazione si applica a tutti i beni 4.0 in modo uniforme, indipendentemente dal fatto che abilitino o meno risparmi energetici.
Questa scelta ha suscitato critiche da parte di associazioni ambientaliste e produttori del settore fotovoltaico, preoccupati per un possibile rallentamento della transizione ecologica industriale.
Durata dell’agevolazione
Una buona notizia per le imprese è che la finestra temporale per utilizzare l’iperammortamento è stata ampiamente estesa: sarà possibile beneficiare dell’incentivo dal 1º gennaio 2026 fino al 30 settembre 2028, offrendo maggiore flessibilità nella programmazione degli investimenti.
Le nuove aliquote di iperammortamento
La struttura dell’agevolazione prevede tre livelli di deduzione fiscale, in funzione dell’importo dell’investimento, con un effetto premiante per le piccole e medie imprese:
• 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
• 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
• 50% per investimenti oltre 10 milioni di euro (fino ai limiti di legge).
Queste percentuali rappresentano la quota di maggior ammortamento fiscale riconosciuta oltre al costo sostenuto: ad esempio, un bene con aliquota al 180% permette di dedurre fiscalmente l’80% in più rispetto al costo normale.
Limitazioni per gli impianti fotovoltaici
Il tema del fotovoltaico aziendale è uno dei più discussi in queste settimane.
Secondo la nuova disciplina:
• non tutti gli impianti fotovoltaici risultano più agevolabili;
• viene introdotto un vincolo molto stringente sulla tipologia di moduli ammessi e sulla provenienza dei beni.
In particolare, l’incentivo è riservato solo ai moduli che rientrano in specifiche categorie di efficienza o requisiti tecnici (come indicato nei decreti correlati), mentre vengono esclusi quelli che prima potevano accedere all’iperammortamento.
In aggiunta, è previsto che i beni agevolati debbano essere prodotti nell’Unione Europea, una scelta che – se da un lato punta a valorizzare la filiera europea, dall’altro rischia di escludere molti produttori e tecnologie diffuse dal beneficio fiscale.
Questa limitazione ha già suscitato reazioni critiche da parte di diversi produttori di moduli solari, che temono l’istituzione di una sorta di “monopolio fiscale” per poche tecnologie o imprese.
Conclusioni
In conclusione, il nuovo iperammortamento 2026 si conferma uno strumento centrale per sostenere la trasformazione digitale delle imprese italiane, ma con un’impostazione più selettiva rispetto al passato. L’assenza delle maggiorazioni green e le restrizioni sul fotovoltaico segnano un cambio di rotta che premia soprattutto gli investimenti in tecnologie 4.0 “pure”, riducendo invece gli incentivi legati alla transizione energetica.
Per le PMI, l’opportunità resta concreta: le aliquote elevate possono garantire un importante risparmio fiscale, a patto però di muoversi con consapevolezza. Affidarsi a consulenti tecnici e fiscali, verificare con attenzione i requisiti dei beni e programmare per tempo gli investimenti sarà decisivo per sfruttare al meglio la misura entro il 2028.
L’iperammortamento cambia, ma continua a rappresentare una leva strategica per chi vuole innovare e rafforzare la competitività della propria impresa nel nuovo scenario industriale.